“Fammi felice”

21 gennaio 2012

Fammi felice e continua a raccontarti. Voglio che le ore passino scandite dal suono della tua voce.

Fammi felice  e continuiamo a ridere. Voglio ridere di me, di te, di tutto.

Continuiamo ad intrecciarci sdraiati su di un letto o seduti su un divano, magari con una tazza di tè tra le mani e qualche biscotto.

Continuiamo a viverci come se esistesse solo oggi.

Fammi felice e continua a chiedermi.

Chiedimi se sono felice e ti dirò che combatto per esserlo.

Chiedimi se credo nella magia della vita e ti dirò che credo nella vita.

Chiedimi cosa amo. Ascoltare, fotografare, scrivere, osservare le storie di una ruga, farmi domande, cercare risposte.

Chiedimi cosa vuole dirti il mio sguardo e ti dirò che semplicemente cerca il tuo. Sempre, perché sei qui ora. Da sempre.

Chiedimi.

Continua a chiedermi.

Perché continuo ancora a stringere le labbra per non dire.

Maria

Quello che non c’è

8 settembre 2011

E’ stato come un vento che ha spazzato via tutto. Mi ha preso per mano e guidato. Ora tutto è nitido, pulito e rarefatto. Ora tutto inizia da posti che ti prendono con la seduzione delle loro mille immagini.

Lande nere di lava solidificata in un perenne adesso, nuvole basse e veloci, e sole all’improvviso.

Il pensiero disperso e quello concentrato, la morte della parola.

Tramonti risolutori, e notti sempre sveglie, sabbia bianca, nera e rossa.

Ciechi che vedono, le fasi decisorie.

Le onde, la marea, il surfista, le estati passate, gli amori quotidiani.

Il blu negli occhi, tutta la bellezza che non riesco a passare.

La valigia da disfare, l’altra già pronta, la partenza, gli imprevisti lungo il viaggio, l’arrivo.

Quell’ abbraccio non dato.

Il pensiero di te che non sei qua.

 

Maria

Protection

9 luglio 2011

Adieux

16 maggio 2011

Anche io non credo in questa parola.

E’ un addio a modo mio.

E’ un addio che forse andava spiegato.

Per me il rapporto non cambia, non cambiano i sentimenti che provo per te, quello che penso di te (anche se credo di averti un po’ ridimensionato). Insomma per me è tutto uguale a prima. Se avrò voglia di chiederti “come stai” lo farò; spero lo faccia anche tu…

Non ho rimpianti, non ho rimorsi, non ho rabbia da vomitarti…no, niente di tutto ciò. Non avrebbe senso! In fondo sono un’irrimediabile cretina che si lascia espirare fumo negli occhi e sorride mentre sa di essere fottuta!

Sei stato una gran bella boccata d’aria…quindi, grazie a te!

Io lo so che continuerò a scrivere di te, a scrivere per te…mi viene naturale, non posso farci niente. Potrei forse lasciar passare le parole, ma nutro un rispetto troppo forte per loro…che non potrei farlo.

La differenza sta nel fatto che non le leggerai, che tra noi non ci sarà più quello scambio di pensieri ed emozioni che, credo in modo genuino, ogni tanto riuscivamo ad avere…adoravo…e non sai quanto…

Per me quello è Rapporto; non conta il tempo speso insieme…ore, minuti e secondi sono solo una convenzione. Credo piuttosto nella qualità del tempo che viviamo e che passa. Ed io ne ho sprecato troppo in passato… in se, in ma. Più pensavo e meno agivo. Non voglio più. Ora quello che voglio è  divorare le persone… e te…non ti ho nemmeno assaporato. La colpa sta nel mezzo; non è mia e non è tua…mi piace pensarci come pedine nelle mani di qualcosa di più grande di noi. Ora è così tra noi…domani chi può dirlo??

Se mai ti dovessi incontrare ti guarderò negli occhi come sempre, ti parlerò come ho sempre parlato, il tocco sarà lo stesso… ripeto, per me non cambia nulla!

Non sei stupido, credimi…sei semplicemente leale e onesto con te stesso. Certe cose per farle bisogna sentirle, altrimenti perderebbero la loro bellezza. E di schifo in giro ce n’è già troppo.

Una cosa però vorrei dirtela… apriti con chi credi sia giusto aprirti, non tenerti il bello tutto per te (sei egoista in questo). Noi non abbiamo bisogno del nostro bello, sono gli altri che necessitano di noi…siamo noi che abbiamo bisogno degli altri. Per troppo tempo mi sono tenuta dentro tutto….non avendo nulla tra le mani ora….se non “quei quattro stronzi” che hanno avuto la voglia di entrare e non fermarsi sulla porta.

Non faccio la maestrina. Lo sai, forse.

La mia, quindi, non è una presa di posizione… perché so che poi arriva quel momento che annulla ogni pensiero, ogni decisione presa… mi prendo quello viene, e se niente arriverà niente prenderò!

Ho capito che ogni scelta è una rinuncia. Ed io non voglio scegliere più!

Ho semplicemente messo in fila i pensieri e ricuciti con tutta la lucidità possibile, consapevole del fatto che basterebbe un taglio di forbici per mandare tutto in malora.

E’ una strana fase di transizione, di assestamento: scossoni forti e bruschi. E mi godo anche questo! (con annessi bruciore di stomaco e nodo alla gola.)

Ho scritto troppo, scusa…non rileggo! Che “Stream of consciousness” sia…

Maria

25 Aprile

26 aprile 2011

Dopo anni di nuovo quell’abbraccio che mi fa sentire piccola e al sicuro; quell’abbraccio vero, incondizionato e senza riserve.

Dopo questo schifo di apnea forzata di nuovo una sana boccata d’ossigeno.

Spero di risentirla presto questa sensazione, senza che il 25 aprile mi ricordi di essere al mondo per prenderlo in culo ogni volta che abbasso la guardia.

Maria

Oltre le parole

12 aprile 2011

Sei sempre stato un’oscura macchinazione; una di quelle che ti prende alla sprovvista, una di quelle che chiami coincidenze.

Sei stato uno scontro, non un incontro. Il tempo certi fotogrammi non li logora, anzi li rende ancora più belli e speciali. Solo dopo di te si sprigionano nell’aria profumi nuovi, rigeneranti, freschi e promettenti. Solo dopo di te un brivido lungo la schiena.

Manca il senso a tutto questo; quel senso che rende unico il tempo che passa. E allora scrivo per te. Il nostro tempo sfugge e sconfiniamo nel caos.

Vorrei dirti qualcosa che come al solito non è chiaro. E’ il mio debito col dire. Vorrei dirti di te per me: di te che arrivi, mi abbracci, mi sorridi, mi fai mancare il fiato, mi confondi, mi allontani, ti allontani, mi prendi, mi lasci…

Ma certe cose è meglio provarle che dirle.

Buon compleanno,

anche se finisse domani, anche se t’avessi solo immaginato.

 

Maria

 

Per te!

30 marzo 2011

Il tuo sguardo è nitido, ti ho visto camminare per strada guardando a destra e a sinistra, e talvolta anche dietro. E ciò che vedi in ogni momento è ciò che non avevi notato prima, e te ne sai accorgere. Hai lo stupore negli occhi di chi guarda il mondo per la prima volta. A me questo piace.

Io non posso darti soluzioni ai vari problemi della vita, non ho risposte ai tuoi dubbi o timori; però posso ascoltarli e condividerli con te.

Io non posso cambiare il tuo passato e nemmeno il tuo futuro, però se servirà sarò accanto a te.

Io non posso evitarti di precipitare, però se vorrai potrò offrirti la mia mano.

Io non posso dirti come sei o come dovresti essere, solamente posso volerti per come sei.

Io non posso perché non ne sono all’altezza.

Resta così, chè tanto ci sono mille altre consolazioni: c’è l’alto cielo azzurro, nuvole imperfette, la brezza lieve, un sorriso di magia alla finestra del mondo. C’è quello che vorremmo alla porta di ciò che siamo.

 

Maria

 

Ancora inverno…

13 marzo 2011

Ho giusto due o tre pensieri che mi girano per la testa e che non riesco mai ad afferrare per poterti spiegare. E’ il prezzo da pagare per chi, come me, ha un po’ di problemi di comunicazione. Anche ora, non so da dove iniziare, non so come iniziare. Provo a scrivere sperando che questo flusso di coscienza mi porti dove effettivamente voglio arrivare.  Che poi in realtà non voglio arrivare da nessuna parte. Voglio solo che tu sappia, per il rispetto e l’affetto che provo nei tuoi confronti.

Ti ho ridimensionato in questi anni; e ridimensionandoti sei diventato più piccolo che mai… non condivido il tuo modo di affrontare i problemi e più in generale certe scelte. Ma non sto qui a puntare il dito. Non me lo posso permettere. Mi manda in bestia il tuo modo di starmi vicino…lo so che sono una persona debole, ma in più di un’occasione ho dimostrato sangue freddo, ho dimostrato  che posso cadere, rialzarmi, leccarmi le ferite e andare avanti. A volte mi sembra che la tua vicinanza sia dettata solo da un grosso senso di colpa. E ti prego, se devi alleggerirti la coscienza….stammi lontano. Metto in dubbio il tuo ruolo di “segretario” a volte proprio per questa sensazione. Sarà giusta, sarà sbagliata, questo non lo so….ognuno fa i conti con se stesso ad un certo punto. Tu li hai fatti, li farai…non lo so…

E poi c’è questa strana sensazione di “fine di tutto”, che mi tormente e mi immobilizza in uno strano far niente. Tra poco ognuno prenderà la propria strada, capirà  il suo ruolo nel mondo…e da persona che pensa troppo…penso, penso e penso…

Non so se io e te avremo mai modo di rivederci  o se finiremo nel dimenticatoio come una foto ingiallita che non ti ricorda più niente. E’ una strana fase di transizione, di assestamento: scossoni forti e bruschi…

Ma tutto passa… e passerà anche questo. Passerò io e passerai tu….

Non ho voluto dire niente.

Non dirmi niente anche tu.

Maria

 

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